Massimo
17 lug 2017

Kashan

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Capitale dell’omonima contea nella provincia di Isfahan, nel nord ovest dell’Iran, Kashan è uno degli insediamenti urbani più antichi del pianeta. Le sue origini risalirebbero infatti a 9.000 anni fa, ed è infatti considerata dagli esperti uno dei centri più importanti della civiltà preistorica.

Tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo Kashan era famosa in tutto il Medio Oriente per la produzione di piastrelle e vasellame. Alcuni artefatti dell’epoca si possono ancora oggi ammirare in importanti musei internazionali come il New York Metropolitan Museum of Art e l’Iran National Museum. Lo splendore dell’epoca si traduce in un’importante eredità architettonica, ben visibile nelle strade del centro storico.

Ma Kashan vanta un’altra particolarità. Secondo alcuni storici, infatti, sarebbe la città di origine dei Re Magi, che partirono da qui alla volta di Betlemme per assistere alla Natività.

A Kashan si trova il Bagh-e Fin, uno dei giardini più belli di tutto l’Iran. Si possono inoltre visitare alcune ex residenze private come la Ameri House, la Boroujerdi House, la Abbasi House, la Borujerdi ha House e la Attarha House e affascinanti moschee come la Agha Bozorg, la Jameh Mosque e la Meydan Mosque.

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    La smaltatura o “minakari”, conosciuta anche come “miniatura a fuoco” è uno degli elementi essenziali dell’artigianato iraniano. La smaltatura comprende la pittura, la colorazione e la decorazione della superficie del metallo e della ceramica tramite la fusione di colori brillanti decorati secondo motivi e disegni dal design raffinato. Il termine “mina” è la forma femminile della parola persiana minou che significa cielo. “Mina” fa riferimento al colore azzurro del cielo. L’artigianato del minakari trae la sua origine dall’epoca sassanide, in cui è stato inizialmente concepito e praticato dagli artigiani iraniani prima che si diffondesse da qui attraverso i Mongoli fino all’India. Ciononostante, la pratica di questo artigianato non è attestata durante il periodo islamico prima del regno del settimo sovrano mongolo, Ghazan Khan. Quest’ultimo aveva delle solide conoscenze chimiche di cui si era servito soprattutto nell’ambito della smaltatura, contribuendo a rilanciarne l’utilizzo. Qualche secolo più tardi, il turista francese Jean Chardin, dopo aver visitato il regno Safavide, nel suo diario di viaggio fa riferimento a un’opera d’arte smaltata che comprendeva dei motivi con uccelli e animali su sfondo floreale color blu chiaro, verde, giallo e rosso.
  • Massimo
    10 ago 2018

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