Massimo
12 set 2017

Civiltà Persiana: Dress Code

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Una delle preoccupazioni che solitamente frena chi vuole visitare l’Iran è quella legata al codice di abbigliamento, soprattutto femminile. L’Iran è infatti un paese musulmano, di tradizione sciita a differenza della maggioranza dei paesi musulmani che sono sunniti, con leggi specifiche per quando riguarda l’abbigliamento che deve essere indossato. Siamo tuttavia ben lontani dalle immagini stereotipate che vengono spesso propinate, scoprirete invece un mondo colorato dove le donne amano essere alla moda. Rispettare il dress code iraniano non è difficile, vediamo come fare.

Molto di quello che si crede dell’Iran non corrisponde alla realtà, ad esempio il burqa non fa parte della cultura di questo paese e le donne hanno spesso ruoli importanti nella società iraniana di oggi. Certo, le recenti vicende politiche del paese hanno creato qualche problema con il quale il visitatore deve fare i conti, per esempio nell’uso del denaro e dei bancomat, ma nulla di insuperabile. Tornando all’abbigliamento richiesto ricordate che dovrete rispettare la legge non appena entrati in territorio iraniano quindi sull’aereo tenete con voi sciarpina o velo per coprirvi il capo ed una giacca lunga.

Le norme fondamentali iraniane sui vestiti sono infatti che capo, braccia e gambe devono essere coperte, tuttavia vi accorgerete come l’Iran sia meno rigido di altri paesi musulmani, le donne iraniane amano lasciare uscire le punte dei capelli dal loro hijab e sanno combinare tradizione e modernità in maniera davvero affascinante. I veli esistenti sono diversi e variano a seconda dell’occasione o del luogo in cui vi troverete. Buona norma osservare chi vi circonda. Preparatevi a vedere lussuosi negozi alla moda forniti di tutto punto e ragazze iraniane indossare jeans attillati!

 

 

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    La smaltatura o “minakari”, conosciuta anche come “miniatura a fuoco” è uno degli elementi essenziali dell’artigianato iraniano. La smaltatura comprende la pittura, la colorazione e la decorazione della superficie del metallo e della ceramica tramite la fusione di colori brillanti decorati secondo motivi e disegni dal design raffinato. Il termine “mina” è la forma femminile della parola persiana minou che significa cielo. “Mina” fa riferimento al colore azzurro del cielo. L’artigianato del minakari trae la sua origine dall’epoca sassanide, in cui è stato inizialmente concepito e praticato dagli artigiani iraniani prima che si diffondesse da qui attraverso i Mongoli fino all’India. Ciononostante, la pratica di questo artigianato non è attestata durante il periodo islamico prima del regno del settimo sovrano mongolo, Ghazan Khan. Quest’ultimo aveva delle solide conoscenze chimiche di cui si era servito soprattutto nell’ambito della smaltatura, contribuendo a rilanciarne l’utilizzo. Qualche secolo più tardi, il turista francese Jean Chardin, dopo aver visitato il regno Safavide, nel suo diario di viaggio fa riferimento a un’opera d’arte smaltata che comprendeva dei motivi con uccelli e animali su sfondo floreale color blu chiaro, verde, giallo e rosso.
  • Massimo
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